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    September 19

    Un pieno di recensioni

     
    Il bacio che aspettavo, alias Il bacio che mi ha fatto annoiare.

    Questo film non mi è piaciuto. I motivi sono numerosi: dal trailer che ha pubblicizzato tutt'altro tipo di film (magari fosse stato quello!), alla sceneggiatura, all'attore portagonista. Infatti Adam Brody in questo film è inespressivo e la sua recitazione è piatta: il personaggio tv che l'ha reso famoso, Seth Cohen di The O.C., era ben delineato e Brody non era affatto male in quelle vesti. Sicuramente sono panni difficili da smettere, infatti i suoi ruoli post Seth erano tutti simili a questo personaggio, ma la credibilità del protagonista di questo film è quasi nulla, tanto che non ricordo nemmeno come si chiamava (Carter, ho appena controllato).
    La sceneggiatura fa progeredire la storia a tratti lenta a tratti troppo veloce: è così verosimile che due estranei che si vedono per la seconda volta parlino di cose così estremamente personali? Si, forse, ma non in questa situazione, a mio parere. Ci sono dei punti morti, dei passaggi troppo lenti che mi hanno annoiato parecchio, tanto che mi sono stufata durante la visione.
    Il personaggio di Carter inoltre poco c'entra con le vicissitudini della famiglia Hardwicke: uno sguardo dall'esterno che aiuta le donne della famiglia, ma anche uno sguardo esterno di una storia trita e ritrita che senza di esso sarebbe stata solamente un'ennesima pellicola del genere.
    Le uniche cose che si salvano di questo film sono le interpretazioni di Meg Rayan e di Kristen Steward. La prima ha sicuramente dato il meglio di sè in altre pellicole, ma in questa ha saputo dare un tocco di umanità in più al suo personaggio, rendendolo vero. La seconda, giovane come la sua carriera, ha interpretato bene l'adolescente un po' complessata e potrebbe essere una giovane promessa di Hollywood.
     
    VOTO: 5
     

     
    I Simpson
     
    Mi è bastata la sigla della 20th Century Fox con Ralph Winchester che canta in maniera stonata la melodia per farmi venire le lacrime agli occhi. Dopo 15 minuti mi sono detta:"Spero non continui così perchè ho male alla mascella dal ridere e mi sta venendo il mal di pancia". Infatti dopo un po' il film ha preso una piega più intimista e seriosa, senza tuttavia perdere l'ironicità e l'allegria simpsoniana.
    Avendo fatto la mia tesi di laurea su I Simpson ero molto coinvolta dalla visione di qeusto film, avevo molte aspettative ed ero fiera di conoscere tanti dettagli che la maggior parte delle persone in sala non conoscono (non è falsa modestia, ho studiato parecchio per qusta tesi e ora vedo I Simpson da un'altra ottica).
    Devo ammettere che mi aspettavo più citazioni cinematografiche e televisive, ma il film mi è piaciuto parecchio. Sono state approfondite le personalità della famiglia, in particolare di Marge, che deve scegliere tra i suoi valori morali e civili e quelli coniugali, Bart, che desidera un padre modello ceh non ha e trova in Ned Flanders, e Homer, he ancora una volta non rispetta la sua famiglia e poi fa di tutto per salvarla. La piccola Lisa è più ai margini di questa macrostoria, ma ricordiamo che il personaggio preferito dai bambini è il piccolo Bart, anagramma di brat, monello. Ma Lisa dimostra il suo amore e il suo rispetto per l'ambiente ancora una volta e a ragione, conoscendo un ragazzino in questo simile a lei, Colin, innamorandosene.
    Grande assenza in questo film è il gatto, Palla di Neve II: che fine ha fatto? Per caso in un episodio delle stagioni non ancora trasmesse su Italia1 è morto? Questo lo devo appurare..
    La sceneggiatura rispecchia quella delle puntate: non solo la tripartizione vita normale in cui emerge un problema- svolgimento- soluzione, ma anche il fatto di avere delle storie che si intersecano con la principale: abbiamo così l'innamoramento di Lisa, il rapporto deteriorato tra Homer e Bart,l'avvicinamento di quest'ultimo a Flanders e così via.
    Una pecca della sceneggiatura a mio parere è il fatto di non aver approfondito e dato spazio a sufficienza anche ad altri personaggi: avrei voluto vedere maggiormente sullo schermo il Sig. Burns col fidato Smithers, Barney, Boe, Milhouse ed altri.
    L'animazione 2D è però fantastica: realizzata molto bene, giustifica il tempo impiegato per realizzare il film.
     
    VOTO: 8 1/2
    July 19

    Harrt Potter e l'Ordine della Fenice

    E' troppo corto. Questo lo sapevo ancor prima di vederlo e uscita dal cinema il maggior difetto del film  rimane questo. Infatti nei suoi 138 minuti (secondo imdb) non fa comprendere e non dice molte delel cose che andrebbero comprese e dette. Per chi come me ha riletto il libro nei giorni precedenti alla visione del film ha sentito la mancanza di quei dettagli e di quelle spiegazioni che in un film, anche se tratto da un libro letto dalla maggior parte del pubblico in sala; infatti si dovrebbe sempre pensare che un film deve essere completo in sè, non se alla fine di esso si vanno a controllare o a leggere certi passaggi dell'opera per capirlo. Questo difetto è prorpio anche del terzo film, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, che in più aveva stravolto le regole della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts,
    Suppongo che il film sia stato relaizzato ponendo meno attenzione alla sceneggiatura (la spiegazione di Silente finale è assurdamente corta e non spiega alcuni fatti assolutamente essenziali per uno spettatore) e maggiore per quanto riguarda gli effetti speciali: infatti ne è intriso, ma devo ammettere che sono motlo belli.
    Per quanto riguarda i personaggi non sono stati approfonditi come avrei sperato: infatti i cambi di umore di Harry Potter (essenziali per dimostrare il suo legame psicologico con Voldemort) non si sono notati. Ma sono comunque personaggi riusciti: sono cresciuti, provano emozioni nuove e gli attori non sono male.
    Il personaggio più riuscito è a mio avviso quello di Dolores Jane Umbridge, la nuova professoressa di Difesa contro le Arti Oscure interpretata da Imelda Staunton: una perfida donna, razzista e chiusa mentalmente che semina terrore a Scuola.
     
    Voto del film: 7
    June 11

    Ocean's 13

    Al Pacino è LA new entry in questo gruppo di attori ormai affiatati. Interpreta una parte che ormai conosciamo tutti: quella del duro senz'anima, che va contro le regole per ottenere ciò che vuole. Una parte già vista, ma molto ben interpretata in questo terzo capitolo dei film riguardanti Danny Ocean e la sua banda.
    Sapete come la penso sui sequel, ma questo film mi è piaciuto. Forse perchè innanzitutto è un film senza eccessive pretese (e ben venga, dopo la visione del terzo capitolo dei Pirati dei Caraibi !): non pretende di essere il capolavoro della stagione, non pretende di essere il film più credibile del momento, non pretende di essere il blockbuster estivo, e non pretende di essere niente di più che un film divertente, recitato e diretto bene.
    Come in molti sanno, gli attori si sono divertiti a girare i due sequel di Ocean's 11, perchè si trovano bene insieme e si divertono, e questo lo vediamo direttamente sullo shermo.
    Non ha la pretesa di avere una sceneggiatura seza i cosiddetti "buchi", e per questo ho accettato l'invenzione del "magnetron" senza spiegazioni (espediente utile anche per il mio cortometraggio, a dire il vero).
    I personaggi utilizzano anche termini specifici del gioco d'azzardo e della vita a Las Vegas: mi ha aiutato molto seguire la serie tv Las Vegas, ma comunque si riesce a intuire che un "capodoglio", chiamato "balena" in Las Vegas, altro non è che un miliardario che gioca somma notevolmente alte, rimpinguando le casse dei casinò. Forse i meccanismi di alcuni giochi sono un po' ostici, ma in realtà non strettamente necessari per capire la funzionalità del piano.
    Il montaggio è diverso dal solito e anche se inizialmente provoca uno storcimento del naso, o, se preferite, un'alzata del sopracciglio, proseguendo la visione ci si accorge che è proprio questa la freschezza del film. Infatti i flash forward coinvolgono maggiormente il pubblico e chiedono una sua partecipazione e non una visione passiva; le dissolvenze incrociate cancellano la monotonia di una scena (anche qui l'attenzione dev'essere viva per capire esattamente le scene montate). Lo differenzia dagli altri film, e proprio per questo non ci si annoia a guardarlo.
    Il cast di attori ancora una volta funziona insieme alla perfezione: George Clooney è un affascinante Danny Ocean, alias ladro gentuluomo, consapevole delle regole del gioco; Brad Pitt un Rusty Ryan leggemente igrassato in viso (lasciatelo dire a una che nell'adolescenza ha visto e rivisto i suoi film!) che fatica ad abituarsi alla vita domestica; Matt Damon un Linus Caldwell più maturo e più bravo nel suo lavoro; Andy Garcia il doppiogiochista Terry Benedict non più padrone indiscusso di Las vegas (come viene invece illustrato in Ocean's11). Di tutto rispetto le interpretazioni di Carl Reiner ed Ellen Barkin, la new entry del film insieme a quel "mostro sacro" di Al Pacino.
     
    Divertente, guardabile dai diversi punti di vista, anche solo per il cast presente sugli schermi se volete, Ocean's 13 è uno dei film che inaugura la prima vera stagione estiva del cinema italiano, che quest'anno porta finalmente sugli schermi i film che in contemporanea (o quasi) sono trasmessi nel resto del mondo.
     
     
    VOTO: 7 1/2
    June 01

    Pirati dei Caraibi 3: ai confini del ridicolo

    Come per Matrix, i sequel non avrebbero mai dovuto essere prodotti.
    Un film riuscito, divertente, bello e ben girato, con un cast di attori insieme così ben amalgamato sarebbe dovuto rimanere unico. Ma così non è stato. E mi sono ritrovata a vedere non solo La maledizione del forziere fantasma, ma anche Ai confini del mondo, rimanendone ovviamente delusa. Ma non è stato solamente il fatto di essere prevenuta verso questo terzo e ultimo (speriamo sia così!) capitolo della saga a non soddisfarmi. Infatti sono stati molteplici i motivi.
    Inziamo dalla sceneggiatura: apprezzo la novità e il fatto di eludere le regole classiche delle sceneggiature hollywoodiane, purchè la cosa riesca. Qui non è riuscita e l'accozzaglia di doppiogiochisti presenti sulla scena ne è la prova. A un certo punto diventano così palesi le intenzioni di tutti e così debole la sceneggiatura che l'effetto sorpresa previsto non l'ho neppure notato.
    Altro elemento assurdo della sceneggiatura è come si siano andati a pescare dei dettagli presenti nei precedenti lungometraggi per inserire la dea Calipso (assurda oltre ogni dire la sua invenzione, e insulsa la sua presenza, anche perchè non ha fatto nulla dopo esser stata liberata), gli oggetti che servono per liberarla, nocnhè la maledizione di Davy Jones e il suo legame con la dea.
    La disperazione che gli spettatori, alla fine del secondo film, avrebbero dovuto provare alla scomparsa del Capitan Jack Sparrow si è risolta entro la prima mezz'ora per niente emozionante e piuttosto banale: Sparrow ricompare, più pazzo del solito, e i "nostri eroi" non incontrano grandi difficoltà nel liberarlo. Sparrow, Davy Jones ed Elizabeth Swann sono i personaggi più approfonditi dal punto di vista psicologico, ma questo in confronto agli altri: lo spessore psicologico di tutti è ai minimi livelli. Will Turner è così poco sulla scena che a volte lo si dimentica; il capitan Barbossa compare sugli schermi più di lui, ed è anche l'unico personaggio più piratesco degli altri. Ora capisco perchè Orlando Bloom ha categoricamente rifiutato di partecipare a un eventuale sequel di Ai confini del mondo: caro Orlando, scappa più che puoi da questa trilogia!! Il tuo personaggio era abbastanza irrilevante, e la fine che ha fatto, diciamocelo, è assurda e non indispensabile. Chi tra il pubblico si è allontanato prima della fine dei titoli di coda si è perso il "lieto fine" con la ricomparsa del nostro dannato eroe dopo 10 anni di mare, e la vista della sua moglie (per niente invecchiata, che sia grazie alla fontana della giovinezza che Sparrow voleva trovare e che potrebbe essere la protagonista del sequel? Ci auguriamo di no.) con il suo figlioletto che canta una canzone sui pirati.
    Solo dopo aver visto questa scena ho compreso perchè in sala erano rimaste così tante persone (una trentina, non di più) a guardare i titoli di coda: quando va bene, rimaniamo in sei in sala, quando va male, io e mio moroso con il ragazzo dell'Uci che vuole spazzare la sala e ci guarda malissimo perchè rimaniamo seduti a guardare anche i titoli di coda.
    Gli effetti speciali sono migliori di quelli visti nel secondo lungometraggio (ricordo la mia invettiva contro la scena finale in cui il cracken distrugge la nave su cui si trova Sparrow: con molta probabilità uno schermo su cui è proiettato il cracken davanti al quale vi sosta Sparrow è un effetto speciale da film degli anni '50, di tutto rispetto in quegli anni, ma non in un blockbuster multimiliardario come questo, dove l'irrealtà della scena è palese), ma da soli non bastano a rivitalizzare un film di per sè insipido, insulso, e non necessario.
     
     
    Voto: 4
     
     
    April 24

    Borat

    Dopo molto tempo che volevo vedere Borat finalmente l'ho fatto. E ne sono rimasta molto delusa.
    Quale fosse l'intento di Sasha Baron Cohen non l'ho ben capito. Se era l'irriverenza totale ci è riuscito. Se era invece una critica alla società ha fallito. Infatti sono pochi i punti del film che criticano la società americana, perchè per lo più il film è fatto di volgarità gratuita e non necessaria. Tutti i termini che usa Borat, nonchè certe azioni che compie, servono solo a creare ribrezzo e le risate non sono così tante come invece si poteva intendere dal marketing legato al film.
    E' una pellicola sicuramente irriverente, come dicevo, ma dopo averla vista non rimane nulla, se non il senso di aver perso quelle ore impiegate a vere il film.
     
    Voto: 4
     
    February 17

    The Queen

    "Qual è lo scopo di fare questo film?" mi è stato chiesto dopo averlo visto. Allora mi sono messa a pensare, e lo scopo l'ho trovato.
    Della vita della principessa Diana si è sentito parlare fin troppo, non si è rispettata la sua privacy e ci si è accaniti contro ogni sua azione pubblica che andava contro l'etichetta Reale. Ma il punto di vista della regina Elizabeth II non lo si era mai visto prima; i giorni seguenti quello della morte della principessa si è parlato di lei, si sono viste immagini della sua breve vita e delle migliaia di persone che la piangevano. Ma non si è mostrato il punto di vista della regina. A questo è servito il film, a mostrare il punto di vista del capo di stato inglese: una persona che è stata fatta regina prima di compiere di trent'anni (ne aveva 26), una donna che è crescita durante la seconda guerra mondiale e ha visto la sua devastazione, una donna che è crescuita con una rigida etichetta. Nel film la bravissima Helen Mirren ci mostra come il suo personaggio abbia affrontato il dolore, cercando di proteggere i due nipoti dai media e da tutto quello che stavano dicendo in qeui terribili giorni. Nonostante non fosse stata in buoni raporti con l'ex nuora, alla fine ha dovuto rinunciare ai valori e alle regole con cui era cresciuta (etichetta che da secoli continuava ad essere sempre la stessa) mostrandosi al popolo, mostrando il suo dolore in pubblico, cosa che non voleva fare e pensava che il suo popolo avrebbe capito che la famiglia reale stava elaborando il lutto privatamente, e seguendo le direttive che il primo ministro Tony Blair le ha suggerito in quanto la sua popolarità e quella della monarchia stava drasticamente calando.
    Un altro punto di vista su una faccenda che ancora oggi fa parlare, che non lascia la pace che dovrebbe invece concere a Diana e alle persone a lei vicine.
    Un film che mi è piaciuto molto, che ha dato un nuovo volto di umanità a un personaggio come la regina Elizabeth II che soltiamente si vede sempre con il volto serio, con un comportamento che segue sempre le regole.
    Spero che la Mirren vinca l'Oscar per questa sua interpretazione, ma questo lo sapremo solo tra poco più di una settimana. 
    January 24

    Bobby

    Robert Kennedy era il fratello del noto presidente degli Stati Uniti john Fitzgerald Kennedy. Era un pacifista, che voleva che la guerra in Vietnam terminasse. Era un liberale, credeva  nell'uguaglianza tra gli uomini e nelle pari opportunità, indistintamente dal colore della pelle. Credeva nella famiglia. Voleva aiutare i bisognosi e migliorare la vita degli altri. Era un uomo con un forte senso di umanità. Ed è stato ucciso.
    Bobby ci illustra uno splendido e amorevole ritratto di un uomo che avrebbe potuto cambiare il mondo in positivo, migliorare la situazione americana del 1968. Ma non ci mostra solo questo. Ci mostra i sogni, le ansie, le paure, l'amore nelle sue diverse facce, la vita che molte persone potevano avere in quegli anni. E le loro speranze. Infatti vediamo attraverso i loro occhi e il loro modo di comportarsi quali erano i loro sogni e le loro speranze, nella vita e in Robert Kennedy.
    E' splendido vedere come Emilio Estevez (figlio di Martin Sheen e fratello di Charlie, n.d.M.) ha riassunto in questo film tutti questi elementi; un regista che non ha risollevato le sue sorti e la sua carriera, dimostrandoci quanto possano essere ancora vivi questi problemi e la necessità di risolverli.
    Uscita dal cinema mi sono chiesta come mai oggi le elezioni non siano così sentite, come mai non ci sono persone di diverse classi sociali, diversi orientamenti orientati al bene comune, come mai la politica è un mero litigio per qualsiasi cosa.
    Mi ha fatto pensare che Good Night and Good Luck di Clooney abbia dato il via a un moderno filone di cinema politico e sociale, con riprese reali del tempo; Bobby è un film commovente che sicuramente fa riflettere su grandi temi, ma un film molto piacevole, ben fatto e ben recitato, che vanta un cast di grandi nomi, ve ne cito alcuni: Anthony Hopkins, anche produttore, Martin Sheen, William H. Macy, Sharon Stone, Helen Hunt, Laurence Fishburne, Demi Moree, Joshua Jackson, Elijah Wood, Lindsay Lohan, e molti altri.
    Vi consiglio vivamente di vederlo. 
     
    Voto: 10.
    January 14

    007: Casino Anacronistico

    Pubblicizzato come "il primo" James Bond, quello in cui James si guadagna il doppio zero della sua licenza di uccidere, è un pastique anacronistico se relazionato, come è impossibile non fare, con tutte le altre pellicole realizzate su questo agente dell'MI6.
    Il pubblico di diverse età è cresciuto con il James della guerra fredda, che combatteva contro la Spectre e contro agenti del KGB e credo che sia difficile che non rimanga stupefatto dalla visione di questo film.
    Infatti l'ambientazione è contemporanea:ilmodo in cui si guadagna il doppio zero all'inizio del film e la storia che occupa tutto il resto della pellicola. Per non parlare di M impersonata da Judi Dench, che ricopre questo ruolo dell'MI6 solo dopo che il precedente M è andato in pensione, cioè da 007 Goldeneye. E' come se il "vecchio" James non ci fosse più e al suo posto fosse arrivato questo nuovo agente segreto che si chiama anche lui James Bond.
    Per me è stato difficile entrare nell'ottica di questo film, in quanto sono una fan del Bond, specialmente quello interpretato da Connery e ho visto tutte le pellicole, da 007 Licenza di uccidere a 007 La morte può attendere. Infatti per i primi quaranta minuti di film questo anacronismo mi ha lasciata stupefatta.
    Escludendo queste incoerenze, però, devo ammettere che il film non è male. A partire da Daniel Craig, che reputo un perfetto Bond. Craig E' bond. E' sicuramente l'attore che ha una somiglianza fisica maggiore con il primo indimenticabile interprete di Bond, Sean Connery. Ha un'espressione imperscrutabile, beffarda, egocentrica perfetta per questo ruolo. Con lo smoking fa la sua bella figura, ma anche in maglietta: il fisico più atletico tra gli attori che hanno interpretato l'agente segreto più famoso del mondo. Mentre guardavo sullo schermo le scene in cui correva, saltava, si arrampicava mi è venuto il fiatone per lui! Un agente segreto forse con tratti simili al Cruise di Mission: Impossible, o al poliziotto di Gibson di Arma Letale, per la fisicità, ma un agente segreto disposto a tutto per compiere la sua missione.
    Ai i detrattori di Craig, che nel 2006 hanno sparlato di lui, dico che per me è perfetto per questo ruolo, e supera di molto l'interpretazione di Pierce Brosnan dei 3 precendenti film di Bond.
    Eva Green, che interpreta la Bond Girl Vesper Lynd, è stata rivalutata dalla sottoscritta: un'attrice che non mi è mai stata simpatica, e che non sopportavo dopo le varie pubblicità della Brail, mi è parsa brava e adatta al ruolo.
    Mads Mikkelsen è un Le Chiffre che somiglia molto ai ruoli di cattivo che si oppone a James interpretati nei "vecchi" film.
    Jeffrey Wright, per chi non lo sapesse, interpreta Felix Leiter, un agente della Cia che in vari film di Bond aiuta il nostro 007; è per vendicare la morte di Felix, torturato facendolo mangiare vivo da degli squali bianchi, che Bond viola le regole dell'MI6 in Vendetta Privata.
    Finalmente un buon film in cui gli effetti speciali non la fanno da padrone: ci sono, ma sono per così dire "invisibili", non pesano e il film non si concentra su essi.
    La sceneggiatura è interessante, perchè non troviamo il solito terrorista che vuole distruggere qualche città o zona della Terra, ma è la storia di un banchiere della malavita che ha perso i soldi dei suoi investitori e cerca di vincerli a poker.
    Detta così potrebbe sembrare banale o noiosa, ma in realtà è interessante perchè si mescolano diverse storie, diversi personaggi con i loro retroscena e le loro personalità e la partita a poker diventa una lotta di sopravvivenza.
    Forse però ho viso troppi James Bond perchè i forti sospetti sulla lealtà di un certo personaggio, che non rivelo per coloro che non hanno ancora visto il film, sono stati confermati alla fine.
     
    Voto: 7 1/2 (l'anacronismo di cui vi ho parlato all'inizio ha abbassato il voto..)
     
     
     
    October 15

    Il diavolo veste bene

    Ieri sera ho visto Il diavolo veste Prada.
    Uscita dal cinema sono stata male perchè non avevo nè un paio di Jimmy Choo, nè un paio di Manolo Black, nè tantomeno la splendida collana lunga di perle di Chanel.
    Per quanto riguarda il film, mi è piaciuto molto.
    Devo premettere che non ho letto il libro, mia imperdonabile mancanza alla quale sto cercando di rimediare, ma è in ristampa!! Libreria di fiducia, procuratelo!
    Ho letto libri dello stesso genere, e mi sembrava di ritrovarli sullo schermo: le ansie, i problemi, il desiderio di riuscire nel lavoro, di farsi accettare, i problemi con l'amore.
    La sceneggiatura è buona e frizzante: credo renda alla perfezione i problemi e la metamorfosi di Andy.
    Il personaggio di Melinda Priestly (vagamente somigliante alla Glenn Close de La carica dei 101) è ben delineato e Maryl Streep gli ha dato un tocco di originalità e classe straordinari: è terrificante, brava, elegante e deve essere accontentata in ogni suo desiderio.
    Andy invece è una ragazza comune e Anne Hathaway è perfetta per il ruolo della ragazza "grassa", cioè taglia 42 (ahhh!!!! Immaginate lo schock di tutte le ragazze taglia 42 che hanno visto il film, me compresa!), che veste male, cioè non all'ultima moda, che non cura i dettagli (capelli, trucco, etc.). La sua metamorfosi è letale, sia per Miranda, che è obbligata ad apprezzare non solo le sue doti, ma anche il suo modo di vestire, che per la prima assistente di Miranda, Emily, ditrutta dal dolore perchè non può andare a Parigi, e al suo posto ci va una ragazza che non lo merita perchè "Mangia carboidrati!".
    Devo dire che i vestiti indossati nel film sono a dir poco strabilianti (la maggior parte, almeno): dagli stivali di Chanel ai cappotti di Andy (qeullo bianco e quello verde!!!), dalle borse ai cappelli, dalle calzature agli accessori.
    Un film che non poteva non essere così curato nei dettagli, come penso sia anche il libro.
    Buoni i personaggi secondari, dal fantastico Stanley Tucci, che mi sta piacendo sempre di più,  a Emily Bunt.
    La fotografia di Florian Ballhouse rende perfettamente il mondo patinato delle riviste e della moda.
    Simpatiche le brevi performance delle guest star, da Valentino a Heidi Klum, che non pesano anzi rendono credibile questo mondo di Miranda al quale Andy ha l'onore di partecipare.
    Bella la colonna sonora, che si adatta perfettamente al film.
    Un film da vedere, con ironia e humor, ma attenzione!! Non cadete nel mondo dell'alta moda se non avete un buon lavoro che possa coprire le ingenti spese!!
    October 09

    Scoop

    Non ho molta dimestichezza con i film di Woody Allen, ma devo dire che è un autore molto versatile. Poco tempo fa ho visto Match Point, e vedendo Scoop mi rendo conto che sono due film completamente diversi (ambientati entrambi a Londra e con protagonista Scarlett Johanson), anche se il secondo cita esplicitamente il primo almeno in un paio di punti.
    La sceneggiatura è semplice, ma buona. Gli attori sono molto bravi: Woody Allen-Mago Splendini è ironico e molto divertente; Scarlett Johanson-Sandra/Jade è brava a interpretare la sfigatina e diretta americana alle prese con un caso di omicidio; Hugh Jackman-Peter è perfetto nella parte del lord romantico sospettato di omicidio.
    Il film non è nè troppo lento nè troppo veloce, scorre facendoti interessare ai personaggi, alla storia, al caso di omicidio, dai diversi punti di vista.
    E' ironico e divertente, basti pensare alla frase pronunciata a un ricevimento da Allen, che si finge il padre di Jade:"Sono nato di fede ebraica, ma poi mi sono convertito al narcisismo".
    Un film che vi consiglio.
     
    October 05

    Tristano + Isotta

    Mi è capitato di vedere Tristano + Isotta.
    L'ho visto a pezzi.
    E' una cosa che non mi piace, perchè è assurdo vedere un film spezzato, perchè perdi il ritmo, non sei "nello spirito" del film, e un film non è fatto per essere visto così. Ma ultimamente non posso permettermi altrimenti, non ho molto tempo libero.
    Scrivo questo post per rettificare ancora una volta che gli americani devono sempre inventare una loro leggenda per essere  più felici quando scrivono una sceneggiatura.
    Posso immaginare che adattare un libro, una leggenda, o quant'altro possa essere difficile(anche se sono pagati per farlo, è il loro lavoro!!), ma mantenere una parvenza di "realtà" sarebbe una cosa più seria.
    Anche questo è un film americano che è "LIBERAMENTE tratto" da una storia medievale, resa famosa da libri, opere, drammi musicali. Liberamente, ripeto.
    Mi chiedo perchè allora non possano chiamarla "Pinco + Pallina", o in un altro modo. Dopotutto si prendono la briga di inventare una storia pressochè originale! ...
    Di certo tutti hanno sentito parlare di questi due innamorati, per un motivo o per un altro. E questo attira pubblico. Ma.. quando della storia rimangono solo i nomi, non ha molto senso secondo me realizzare un film. Almeno dal mio punto di vista. Forse da quello della produzione hollywoodiana ne ha, ma spero che il pubblico non prenda come vera la storia del film. Forse è questo che mi preoccupa maggiormente..
    Non so se avete visto Troy, ma già lì, povero Omero!! Per  non parlare de Il socio!!! Spelndido libro, il film è tutt'altra storia.
    Per fortuna rimangono autori come Peter Jackson che rispettano l'opera e cercano d essere il più possibile fedeli. Si può dire anche epr i film tratti dai libri della Rowling, almeno in linea generale (ok, escludo il terzo film, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, dove vnegono omessi importanti dettagli). Ma qui nascerebbe un'altra polemica, quella dei film troppo lunghi.
    Quindi vi lascio con un link esaustivo della VERA STORIA DI TRISTANO E ISOTTA.
    September 14

    PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEI SEQUEL

    Questo film mi ha molto delusa. Avrebbe potuto essere migliore di quello che è stato: un sequel che ha cercato di emulare il successo, il divertimento, la freschezza de "La maledizione della prima luna" risultando un po' tirato.
    La sceneggiatura è debole quanto intricata e assurda. Mancano dei seri legami di causa-effetto. Potrei osare dire che la sceneggiatura de "il tesoro dei templari" era meno assurda di questo..!! Ed è dir molto!!!!!
    Alla fine ci si chiede perchè Will, dopo tante peripezie, rischi per sè e per Elizabeth a causa del Capitano Jack Sparrow sia disposto a rischiare ancora per salvarlo. La rabbia di un minuto prima perchè la tua donna lo ha baciato con tale passione non c'è più?E' scomparsa istantaneamente??
    Gli effetti speciali sono buoni fino alla fine, quando decadono drasticamente con una sola scena: l'apparizione del Cracken alle spalle di Jack. Era CHIARAMENTE un green screen (o blue screen, l'effetto è il medesimo) fatto malissimo!! Erano finiti i soldi all'improvviso???? Una scena di tale portata rovinata. Per fortuna lo sputo e l'inghiottimento erano migliori!
    Ma non appena ho visto la prima apparizione della bocca del Cracken non ho potuto fare a meno di pensare che fosse similissimo al Sarlacc nel pozzo di Carkoon, Tatooine, Star Wars Episodio VI.
    Keira Knightley non mi è paiciuta, manca di espressività. Era molto meglio nel primo film.
    Orlando Bloom ce la mette tutta, ma non ha nè quell'oscurità che tanto vanta di avre in un'intervista letta proprio ieri, prima del film, nè i forti sentimenti che lo animavano nel precedente capitolo.
    Solo il Johnny Deep si salva: è sempre pazzesco, qualunque ruolo reciti, anche se qui la sceneggiatura non gli ha reso giustizia.
    Mi ha fortemente delusa questo film. Mi aspettavo sicuramente di più. Avrebbero potuto evitare il sequel (un po' come per Matrix), a finale aperto, tra l'altro, per invogliarti a vedere il terzo capitolo.
     
    September 10

    THANK YOU FOR SMOKING

    Aaron Eckhart buca lo schermo quando lancia alla macchina da presa qul suo sguardo furbo, da uomo d'affari sicuro di sè .
    E' perfetto nel ruolo di Nick Naylor, lobbista portavoce dei risultati sugli studi sul tabacco, con una morale labile, elastica.
    Guardando sullo schermo la vita di Nick non si può evitare di pensare che si vorrebbe possedere una capacità retorica come lui.
    Grazie a questa Nick cade sempre in piedi, fino a che non ha una relazione sessuale con una giornalista spregiudicata, Heather Holloway, che rivela tutti i particolari della vita di Nick. Questa è interpretata da Katie Holmes, ma prima che qualcuno dica qualcosa del tipo "Tom le ha permesso di interpretre un ruolo così?!" vi fermo: di Katie si vedono solo le gambe nude, anche se si parla delle sue "tette incredibili" e lascio a voi uomini un commento su questo.
    A fianco di Eckhart troviamo: Robert Duvall, che interpreta "Il Capitano" del tabacco, William H.Macy, un senatore che si batte contro le sigarette, Maria Bello e David Koechner, Katie Holmes, e Adam Brody, destinato a interpretare sempre il Seth Cohen di O.C.
    Ritengo Thank you for smoking un film da vedere: un film politicamente scorretto, ma divertente, ironico con un buon cast e un gran protagonista, che ti fa pensare. Non si può non riflettere, infatti, sugli ideali espressi da Nick: una buona educazione affinchè i figli possano decidere con la loro testa cosa fare nella loro vita.
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    September 07

    LUCKY # SLEVIN

    DETTAGLI. Se state attenti ai dettagli fin dall'inizio, potreste capire tutto quanto subito.
    O forse no.
    Se vi lasciate prendere dalla storia di Lucky#Slevin (Slevin-Patto criminale), dalla curiosità, dai personaggi, vi trovate immersi in un mondo intricato, dove niente è come sembra.
    Josh Hartnett, il protagonista, non è solo bello, ma anche bravo. I suoi primi 20 minuti sullo schermo li passa con solo un asciugamano lilla a fiori addosso, avvolto intorno ai fianchi e delle ciabattine da bagno. Questo potrebbe bastare a molte donne per andare al cinema a vedere Slevin!
    Ma Josh è affiancato da un cast d'eccellenza e lui non sfigura. Nei panni dello sfortunato Slevin non riesce mai a risparmiarsi una battuta, cosa che gli costa spesso un pugno nello stomaco. Ma il carattere di Slevin pian piano cambia, fino a che non ci si chiede, insieme al poliziotto, interpretato da un bravissimo Stanley Tucci (conuna vaga somiglianza a un mio prof. universitario..) : "Chi è Slevin ?"
    Bruce Willis è il killer professionista Goodkat, freddo e calcolatore, che si giostra tra Il Boss (Morgan Freeman) e Il Rabbino (Sir Ben Kingsley), due spietati gangster, una volta amici, che non escono mai dalla loro torre, per paura di essere uccisi.
    Qui entra in gioco Slevin, che è scambiato per Nick, e deve saldare dei debiti di gioco di questo.
    Bella la citazione de "Intrigo internazionale": se fino a quel momento non avevi capito l'intrigo, ora ti viene svelato, grazie alla figura di George Capland, del maestro del thriller.
    Lucy Liu in questo film interpreta la ragazza della porta accanto: un ruolo inconsueto, dopo averla vista in Charlie's Angels e altri film (come Paycheck) dove interpreta la dura. Ma un ruolo azzeccato.
    Slevin è un thriller intricato, con suspance e un cast d'eccezione, un tantino violento, ma che merita di essere guardato.
    June 11

    American Dreamz

    American Dreamz è graffiante. È un puro attacco alla spettacolarizzazione e alla voglia di diventare qualcuno, un volto noto, sogno per il quale si farebbe di tutto.

    American Dreamz è un gran bel film. Il cinico conduttore Martin Tweed, interpretato da un bravo e invecchiato Hugh Grant, sta facendo il casting per la nuova edizione del suo programma, American Dreamz, cercando delle persone strane che possano essere derise ma anche amate dal pubblico. Le trova, tra gli altri, in Sally Kendoo e Omer Obeidi. La prima ha il volto di Mandy Moore, così antipatica che la prenderesti a schiaffi ogni volta che compare sullo schermo, e proprio per questo azzeccatissima per questa parte. Il secondo del dolce e simpaticissimo Sam Golzari, terrorista che ha come compito quello di arrivare all’ultima puntata del programma per uccidere il presidente degli Stati Uniti, interpretato da un sublime Dannis Quaid.

    Divertenti e interessanti le famiglie e i personaggi attorno ai 2 concorrenti:  Jennifer Coolidge (tra gli altri La rivincita delle bionde, American Pie) è la madre, anch’essa disposta a tutto perché il sogno della figlia si realizzi, anche incoraggiarla a riprendere la relazione con il suo ex, William Williams (Chris Klein), militare ferito in Iraq.

    Omer si trova a vivere in una famiglia ricca americana, con due cugini al limite della stranezza: Iqbal, ragazzo che vuole diventare un cantante e ballerino, e Shazzy. Ma si trova cos’ bene in America che non riuscirà a compiere il sacrificio per cui era stato scelto.

    Il presidente Staton, giudice dell’ultima puntata dello show, è un uomo in crisi, che dopo aver vinto il secondo mandato, si chiede come stiano veramente le cose e inizia a documentarsi. È così in crisi che il suo capo dello staff (uno splendido William Defoe, con un look alla Lemony Snicket, anche se non brillante come in L’ombra del vampiro)gli suggerisce cosa dire da un auricolare.

    A parte un microfonista in scena (durante la finale a casa dei Riza, che non credo fosse un microfonista dello show, ma del film), è un buon film, che ti fa ridere quanto pensare alla critica che ci sta dietro; un film che ti mostra meglio di Ed Tv, di cosa è disposta a fare la gente per andare in tv, e di cosa si fa per un momento di vera, pura tv (Martin Tweed ha raggiunto l’apice che desiderava solo alla fine, rimanendo in studio a riprendere la performance di Williams).

    In America questo film non è piaciuto molto: parla di terroristi, argomento tabù, mette in scena un presidente fantoccio, truccato in modo da assomigliare a Bush, che non capisce il vero significato degli ordini che dà e che in tv senza auricolare appare stupido e impacciato.

    Parla del mondo della tv in maniera cattiva, cruda, ma ci dà una visione d’insieme realistica: in tv l’audience è tutto e lo si raggiunge portando alla ribalta le storie strappalacrime (l’amore di Sally per il militare ferito), i colpi di scena, la figura dell’immigrato che riesce a realizzare il suo sogno.

    Insomma un film che critica la mia amata tv, ma un film bellissimo, che ti fa riflettere e divertire allo stesso tempo.

    Se vi è piaciuto anche lontanamente Ed Tv, andate a vedere American Dreamz.

    May 31

    Una bionda in carriera

    Una bionda in carriera è un film IMBARAZZANTE. Si, perchè non potete vederlo senza vergognarvi di cosa Reese fa sullo schermo e del fatto che voi lo state guardando. Il balletto delle DeltaNu, la proposta di legge rosa e profumata, i tagli di capelli di Paulette, il balletto delle cheerleaders: imbarazzanti.
    Detto questo, però, io ADORO Elle Whoods! Eh, si perchè Elle ha tutto ciò che unalettrice di Cosmo può volere, cioè un guardaroba da urlo (alcune cose non le metterei, certo, ma cavoi! tra La rivincita delle bionde e questo film, ha sfoggiato vestiti fantastici, come il completo alla J.Kennedy!) e 220 paia di scarpe! Io adoro le scarpe, e anche se le scarpe del suo matrimonio erano terribili, adoro cmq la sua collezione.
    Diversamente da lei io non sono bionda e non lo vorrie diventare (sono stata di diverse tonalità: rossa, nera, e ora ritorno al natural, castano), e non vorrei avere un chiuaua come cagnetto (ho la camilla, che pesa anche di + di Bruser); ma vorrie avere il suo guardaroba completo.
    Il fatto che sia bionda e un po' oca nn conta: è divertente e frizzante, e Reese è riuscita a non fossilizzarsi in qeusti ruoli. Good.
     
    May 27

    X - MEN : CONFLITTO FINALE

    Un'attesa spasmodica. I biglietti sono usciti in prevedita solo giovedì. Ma sono riuscita a vederlo.
    Comincio subito col dire che il cambio del regista è palese: lo stile dei primi due capitoli di questa trilogia, diretti da Brian Singer (I soliti sospetti), è completamente diverso da questo diretto da Brett Ratner. Non dico che non abbia fatto un buon lavoro. Ma cambiare il regista nell'ultimo capitolo è azzardato, in quanto siamo abituati a tutt'altro stile.
    Guardando questo film al cinema mi è venuta molta voglia di esplorare quel "mondo parallelo" (n.d.Marco) che è l'X-Men dei fumetti. So che è diverso, ma spero che Marco mi porti uno scatolone di fumetti..
    Devo dire che, anche se il mio cuore ha battuto all'impazzata in un certo momento, il film l'ho trovato PREVEDIBILE in più punti: l'iniziale combattimento era chiarissimo che si trattava di un'esercitazione; quando Magneto (un bravissimo Ian McKellen) guarda il golden gate ho saputo subito che l'avrebbe spostato per arrivare ad Alcatraz (e ho detto a Matteo che l'avrei detto alla Vale,che è stata a San Francisco x 1 anno e mezzo).
    Nonostante questo mi è piaciuto, nahce se la caratterizzazione di alcuni personaggi è a dir poco INESISTENTE. Angelo, un personaggio affascinante (cavoli, ha le ali!!! Vola!!! Il sogno dell'uomo dall'alba dei tempi!) a mio parere, è piatto, non gli è stata data alcuna attenzione. Per non parlare della povera Mystic che scompare quasi subito, e ricompare solamente per farci capire che il governo ha scoperto il nascondiglio di Magneto grazie a una sua soffiata.
    Molto caratterizzati altri personaggi, in primis Tempesta. Al suo personaggio è dato ampio spazio, e credo che Halle Barry sia stata felice di questo, anche se è stata male durante i voli (ho visto il Late Show di Letterman appena tornata a casa dal cinema, e lei era uno degli ospiti: divertentissimo è dir poco).
    Anche il personaggio di Jean Grey era ben studiato anche se nella battaglia è stata a guardare, non ha fatto molto. Si è risvegliata solo alla fine: stavano per "umanizzare" i suoi amici mutanti e la furia si è scatenata.
    Mi è piaciuto lo scontro Fenice-Xavier, molto intenso.L'umanità di Magneto verso il vecchio amico Charles mi è piaciuta, ache perchè il loro rapporto è durato epr tutti i tre film e finalmente il grande Sir Ian McKellen ha ammesso che Charles ha fatto motlo per i mutanti.
    L'affascinante Logan è finalmente riuscito a baciare con trasporto la sua amata, ma.. era l'altra personalità, tesoro!! Prevedibile il suo gesto finale, ma comunque eroico e apprezzato. Wolwerine è un personaggio che è cresciuto molto nei tre film, e ho apprezzato questo suo gesto e anche il fatto che la bestia dentro di lui ha placato i suoi dubbi e si sia integrato nella scuola.
    una COSA SCANDALOSA: la sorpresona finale dopo i titoli di coda quel era?!?! perchè nella multisala Ucicinemas di Verona (non è pubblicità, è un consiglio spassionato: guardatelo altrove!) hanno INTERROTTO i titoli di coda!! una cosa DISUMANA!
     
     
     
    May 24

    IL CODICE DA VINCI

    (in diretta dal lavoro.. causa ANCORA MALFUNZIONAMENTO DI INTERNET.. STO ASPETANDO IL TECNICO.. SPERO .. CHIAMI.. POVERA ME!!!)

     

    E’ stato annunciato come un flop prima ancora di raggiungere le nostre sale, dopo l’anteprima di Cannes.

    Ron Howard ha dichiarato di essere stato molto fedele al libro. Ma per chi ha letto il libro, per chi lo ricorda, ci sono in realtà molti dettagli che sono stati rivisitati nel film. E qui sorge il classico dilemma dei film tratti da un libro: essere fede,i o portare innovazione?

    Premetto che il film più fedele a un libro che io abbia visto è Il Signore degli Anelli. Nonostante Jackson abbia ampliato notevolmente il personaggio di Arwen, l’ha fatto a mio avviso inserendolo bene nella storia, e mantenendo intatta la linea generale. Ne Il Codice questo non accade. Io preferisco i film fedeli al libro, soprattutto se il libro mi è piaciuto. Tollero i cambiamenti se sono relativi alla resa cinematografica oppure se non sconvolgono la storia e il suo significato. Questo è ciò che accade nel codice. Sauniere è il nonno di Sophie Nevau, perché cambiare questa cosa?! Sophie ha un fratello, cioè il custode della chiesa che incontra verso la fine. Perché cambiare?! Per avere solo un’erede di Gesù? O per esaltare il personaggio? Fatto sta che questo cambiamento mi ha delusa fortemente. Come pure i numerosi membri del Priorato che si riuniscono intorno a Sophie (ma se si sottolinea la segretezza del Priorato di Sion per tutto il film! Assurdo!)Alla faccia della fedeltà al libro, caro Ron!

    Per non parlare di altri dettagli, come ad esempio l’età di Sophie quando scopre che il nonno partecipa a dei riti di strana natura nella sua cantina (e non in cucina o cmq nell’entrata, vi prego!!), oppure delle battute dette da un altro personaggio invece che dall’originale del libro. Si, lo so , è un film. Ma sono un po’ pignola in questo. Soprattutto se mi sconvolgono il significato del tutto!

    Se eliminiamo il finale alquanto deludente, il film mi è piaciuto.

    Certo, Clive Owen o Hugh Jackman al posto di Tom Hanks non sarebbero stati male: ricordo che Langdon è un uomo alto, con spalle larghe, che fa 40 vasche al giorno, e molto affascinante.

     Mi è piaciuto Jean Renò nel ruolo di Bezu Fache: ha saputo rendere il personaggio (sono felice perché finalmente ho capto come si deve pronunciare il suo nome!Ma opra.. non me lo ricordo.. :S)

    Anche Paul Bettany mi è piaciuto: freddo, determinato, disperato alla fine. Per non parlare di Alfred Molina, un buon vescovo Aringarosa (come mi è piaciuto il doppiatore quando pronunciava “Aringarosa” al telefono!!).

    Ultimo, ma non meno importante e bravo, Ian McKellen: un perfetto Leight Teabing! Ha reso benissimo il personaggio inglese (sono curiosa di vedere la sua interpretazione nella lingua originale), con la sua doppia faccia: gentile e amichevole, e spietato alla fine. Un pazzo, quando urla a Robert – Hanks che non doveva rompere il criptex,  e poi quando gli dice di fare la cosa giusta, di dichiarare al mondo chi è l’erede. Bravissimo. Si vede che è un grande attore, che recita da una vita sul palcoscenico.

     

    La sala era piena: dallo spettacolo precedente sono uscite 6 persone, ma in quello delle 21 non c’era una poltrona libera. Anche quelle in prima fila (io un film in prima fila non lo vedo, piuttosto) erano occupate. Che sia piaciuto o no, è un blockbuster americano, che sta incassando elevate somme, suppongo. Ormai moltissima gente ha letto Il codice da Vinci: 50 milioni di copie vendute, ma sicuramente + di 50 milioni di lettori (la mia copia è passata in mano a tutta la famiglia). Il film è diventato idiscutibilmente un media event: Lo si guarda indipendentemente dal reale piacere, lo si guarda per vedere com’è. Che poi piaccia o meno, intanto l’hai visto, e ne parlerai.

     

    Una grave pecca secondo me è stata quella di quei genitori nelle prime file che si sono portate al cinema il loro bambino di 7/8 anni. Esistono le babysitter! Non puoi portare, secondo me, un bambino così piccolo a vedere un film che parla della possibile discendenza di Gesù! A quell’età non si ha un filtro (n.d.Matteo) per certe cose, e mettere in dubbio la sua fede così.. sempre se crede.. E che cavolo! Se proprio fagli leggere un libro che parla di questo, perché il film è tratto da un romanzo, ma cavolo, credi che ne sia pienamente cosciente? Credi che non lo turberà quello che ha visto?

    Va bè, io non ho figli, non posso insegnare agli altri come educare i propri, ma credo cheun po’ di buon senso ci voglia.

     

    Un’ultima cosa e poi chiudo. Martedì a lezione di storia della tv parlavamo di come il modello C.S.I. sia penetrato in molti altri serial. Ebbene, anche Ron Howard non ne è immune. I flaskback dei ricordi di Sophie e di Langdon, le ricostruzioni e altro sono esattamente nello stile di C.S.I.: le riprese, i colori, i tagli dell’inquadratura.

    Eh, le cose che funzionano vengono sempre riprese (anche quelle che non funzionano purtroppo)!

    Mi spiace Ron, ma ultimamente.. !!  E come mi ha detto Matteo, una steadycam che segue Sauniere nel Louvre ci sarebbe stata benissimo, anzi sarebbe stata perfetta!!! Come pure, aggiungo io, dei piani sequenza, o comunque meno stacchi nel montaggio.

     

    May 15

    Hollywood Party

    Hollywood Party (The Party) è un divertentissimo film di Blake Edwards con uno splendido Peter Sellers. Interpreta un indiano combinaguai che dopo aver rovinato un film si ritrova x errore come invitato a un party proprio del produttore di tale film.
    Si ride fin dall'inizio: dalla scena del suonatore indiano, all'orologio nel film ambientato nell' '800, alla scarpa sporca che finisce nel laghetto.
    Sublime il cameriere ubriaco: pochissime battute (per lo + questa: "Buonasera signore: vodka o scotch?") e una mimica fantastica.
    Eh, si perchè è + la mimica e il modo di muoversi dei personaggi che fa ridere. Mentre lo vedevo pensavo: questa si che è vera comicità.
    Lo consiglio a chi ama Sellers, a chi è piaciuto La pantera rosa, a chi vuole un film leggero, divertente e fatto bene.
    Notate la casa dove si svolge il party. LA VOGLIO, è F-A-N-T-A-S-T-I-C-A!!!
    May 08

    Mission: Impossible III

    Avevo grandi aspettative per la regia di J.J.Abrams di Mission: Impossible III, suo primo lungometraggio cinematografico (suoi Lost, Alias, Felicity). Lui non mi ha delusa. Il film, dal punto di vista registico, è molto buono: scene veloci, montaggio veloce; molto bella la scena in cui Ethan Hunt corre velocissimo per una via di Shangai e  viene ripreso di profilo, e la telecamera si muove veloce nella sua stessa direzione. Sembra quasi che lui le corra dietro.
     
    Il film però non mi ha soddisfatta, anche se mi è piaciuto di più del secondo sequel. Mi ha lasciato un'impressione di "già visto", fin dalla prima scena.
    Infatti mi ha ricordato il pilot di Alias. Premetto che Abrams è stato scelto da Criuse stesso, dopo aver visto la prima serie di Alias tutta d'un fiato. E forse l'inizio di Mission: Impossible III è stato un omaggio a Abrams e ad Alias. Ethan Hunt è legato a una poltrona, sua moglie Julia (una bravissima Michelle Monaghan, che mi è piaciuta molto: semplice, bella, una somiglianza con Liv Tyler ed Ellen Pompeo) è legata e imbavagliata di fronte a lui. L'antipatico Owen Davian (Philip Seymour Hoffman, qui antipatico, glaciale e cattivo quanto bravo) minaccia Hunt di uccidere Julia se lui non gli rivelerà dov'è la zampa di lepre. La sequenza finisce con uno sparo, e poi c'è la sigla. il film è un flashback fino a che arriviamo a questo momento, quasi 2 ore dopo: ma non è finito li. Ci saranno ancora altri lunghi minuti di azione.
    La prima scena della pilot di Alias, invece, ci mostra una Sidney Bristow (Jennifer Garner) legata e torturata dal cattivo di turno, e la puntata è un flashback fino a che non arriviamo al momento visto all'inizio: Sidney riesce a liberarsi e a torturare a sua volta il suo carnefice. Poi torna all'agenzia con ciò che le aveva chiesto il suo capo.
    La somiglianza è notevole, anceh se la chiusura di Alias è molto + breve, ma in fondo è un telefilm.
     
    Nonostante sia un film d'azione secondo gli schemi classici (l'introduzione el flasback ha rinnovato il sequel però) e sia anche un sequel (ho un rapporto difficile coi sequel, n.d.M.) è carino da vedere, ma niente di eccezionale, a parte la regia! Se volete vedere un film d'azione girato bene, con scene mozzafiato (alcune lo sono, bisogna ammetterlo) andate pure al cinema a vederlo. Troverete un Ethan Hunt diverso, ed è questo il suo punto di forza: è visibilmente invecchiato, è pazzamente innamorato, e per questo fragile, terrorizzato (nellacorsa in ospedale e nella ricerca della moglie), fortemente umano. L'introspezione del personaggio infatti  mi è piaciuta molto.
    Ma è un film prevedibile. la sceneggiatura è un po' debole: già dopo 10 minuti di film avevo capito come e chi avrebbe salvato Hunt (anche se ho creduto per 1 minuto che Julia fosse realmente morta, dopo che Devian le ha sparato), e a metà film avevo capito chiera realmente il cattivo.
     
    Nella scena finale, mentre Hunt veniva rianimato, nella mia mente scorrevano le immagini della rianimazione di Charlie da parte di Jack (Lost, n.d.M.) e quelle sullo shcermo: identica la scena. La cosa non mi è piaciuta, e mi ha fatto uscire dalla sala un po' scocciata.
     
    Ho notato con paicere i 2 attori feticci di Abrams: una piccola parte per 
    Greg Grunberg (Felicity, Alias, Lost), una più rilevante per Keri Russell, che qui mi è risultata simpatica (non mi piaceva Felicity).
     
    Una domanda può sorgere spontanea: ma la zampa di lepre non si sa cos'è perchè non ci sono + idee?
    Io spero di no. Spero che sia semplicemente un simbolo per indicare che il male c'è, c'è sempre stato e ci sarà sempre. Ci saranno sempre persone che vogliono qualcosa e saranno disposti a tutto per averla, e si spera che ci saranno anche eprsone come Ethan Hunt e la sua squadra (che si è eclissata alla fine) che lotteranno contro di loro.